Arte/scienza-1 Milano: dove Leonardo incontrò la scienza

Nella nostra epoca moderna, che tutto divide, seziona, specializza, ci siamo abituati ad una contrapposizione netta tra letteratura e matematica, arte e scienza, studi umanistici e scientifici.
Nel passato però non era esattamente così.
Senza allontanarci troppo, né geograficamente né temporalmente, possiamo incontrare un italiano vissuto qualche secolo fa in cui l’arte e la scienza si sono fuse a dare mirabili risultati.
Parlo di Leonardo da Vinci, riferendomi qui in particolare ai suoi anni milanesi.
Leonardo giunse alla corte degli Sforza nel 1482, portando con sé una testa di Cristo fatta di penna, otto San Sebastiani, molti componimenti d’angioli ed altro ancora. Dunque, venendo da Firenze, dove era stato prima apprendista nella bottega del Verrocchio e poi pittore indipendente, egli porta con sé l’artista. Ha però la volontà di presentarsi ai signori di Milano come un personaggio diverso dal semplice artista. Infatti, si fa precedere da una lettera, indirizzata a Ludovico Sforza (il Moro), in cui elenca le sue molteplici capacità di ingegnere civile e militare, architetto, scultore e pittore. Vi si legge fra l’altro: Ho modi di ponti leggerissimi e forti, atti a portare facilissimamente e con quelli seguire e alcuna volta fuggire li inimici, e altri securi e inoffensibili da foco e battaglia, facili e commodi da levare e ponere […] In tempo di pace credo satisfaare benissimo a paragone di omni altro in architettura, in compositione di edifitii pubblici e privati e in conducer acqua da un loco ad un altro.
Negli anni milanesi, in effetti, la sua produzione non è limitata alle opere d’arte e accanto all’affresco dell’Ultima Cena (Milano, chiesa di Santa Maria delle Grazie) troviamo per esempio il Codice Atlantico (Milano, Biblioteca Ambrosiana), e poi manoscritti sulla meccanica e sull’astronomia. Inoltre, spinto dal desiderio di conoscere i corpi, attività allora poco praticata e poco permessa, si procura cadaveri da analizzare e crea il primo effettivo atlante anatomico, con disegni di una qualità senza precedenti.
La sua è una personalità poliedrica, che nell’ambiente stimolante della corte sforzesca trova il terreno adatto all’espressione dei suoi talenti, il clima favorevole allo sviluppo dei suoi interessi scientifici, in particolare nell’ambito della fisica e delle scienze naturali.
Leonardo lascia Milano nel 1499, dopo l’arrivo dei Francesi; ci ritornerà più tardi, ma non sarà la stessa cosa. Gli anni tra il 1482 e l’arrivo di Luigi XII furono per lui anni fecondi e di scoperta. Egli, senza essere ‘scienziato’ secondo la definizione gallileiana, fu il padre della scienza e se pure, come dice il Vasari, non portò a termine niente, spinto verso studi sempre nuovi dalla sua curiosità, indagò tuttavia molteplici e fondamentali aspetti della realtà.
Non ci resta che levare qualche barriera tra i saperi, introdotta dai tempi moderni e dalla nostra mente e sperare, con una punta di presunzione, di poter essere curiosi quanto Leonardo e, almeno in parte, ugualmente ‘inconcludenti’!

3 pensieri su “Arte/scienza-1 Milano: dove Leonardo incontrò la scienza

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