kandinsky: materia, spirito, arte

La mostra su Wassily Kandinsky, tenutasi al Palazzo Reale di Milano e chiusasi il 27 Aprile scorso, mi ha dato la spinta (non che ce ne dovesse essere bisogno, ma…) a prendere tra le mani un libro poco ponderoso (in quanto a pagine ma non in quanto a contenuti) scritto dal famoso artista. Si tratta de Lo spirituale nell’arte, saggio composto a inizio ‘900. Ho trovato queste pagine di notevole interesse e nel post di oggi voglio condividere alcuni stralci.*
Buona lettura (spero) e buoni commenti!

Kandinsky2«Un grande triangolo acuto diviso in sezioni disuguali, che si restringono verso l’alto, rappresenta in modo schematico, ma preciso, la vita spirituale. In basso, le sezioni del triangolo diventano sempre più grandi ed estese.
Il triangolo si muove lentamente, quasi impercettibilmente, verso l’alto e dove “oggi” c’è il vertice, “domani”1 ci sarà la prima sezione; quello cioè che oggi è comprensibile solo al vertice, e per il resto del triangolo è ancora un oscuro vaniloquio, domani diventerà la vita, densa di emozioni e significati, della seconda sezione.
Al vertice sta qualche volta solo un uomo. […] E quelli che gli sono più vicini non lo capiscono. Irritati, lo definiscono un truffatore o un pazzo. Così disprezzarono Beethoven, che visse da solo, al vertice.2 Quanti anni ci sono voluti prima che una sezione più larga del triangolo arrivasse dove era lui! E nonostante tutti i monumenti in suo onore, sono veramente molti coloro che si sono innalzati fino a quel punto?3
In tutte le sezioni del triangolo si possono trovare artisti. […] È chiaro che ognuna di queste sezioni ha consciamente o (più spesso) inconsciamente fame del proprio pane spirituale. E’ il pane che le danno i suoi artisti, e a cui domani aspirerà la sezione successiva.
[…] I periodi in cui l’arte non ha grandi uomini, in cui manca il pane metaforico, sono periodi di decadenza spirituale. Le anime continuano a cadere dalle sezioni superiori a quelle inferiori, e tutto il triangolo sembra fermo. Sembra abbassarsi e arretrare. In queste epoche silenziose e cieche gli uomini danno importanza solo al successo esteriore, si preoccupano unicamente dei beni materiali, e salutano come una grande impresa il progresso tecnico, che giova e può giovare solo al corpo. Le energie spirituali vengono sottovalutate, se non ignorate. I pochi che hanno ideali e senso critico sono scherniti o considerati anormali.
[…] L’arte, che in tempi come quelli ha vita misera, serve solo a scopi materiali. E poiché non conosce materia delicata cerca un contenuto nella materia dura. Deve sempre riprodurre gli stessi oggetti. Il “che cosa” viene eo ipso meno; rimane solo il problema di “come” l’oggetto materiale debba essere riprodotto dall’artista. Questo problema diventa un dogma. L’arte non ha più anima.
[…] Il triangolo procede lentamente verso l’alto. Oggi una delle più ampie sezioni inferiori ha raggiunto il livello dei primi postulati del “dogma” materialistico. Da un punto di vista religioso i suoi abitanti hanno vari nomi. Si chiamano Ebrei, Cattolici, Protestanti ecc. In realtà sono atei, come i più audaci (o i più limitati) di loro riconoscono apertamente. Il “cielo” è vuoto. “Dio è morto”.
[…] Poiché gli abitanti di questa grande sezione del triangolo non sono mai riusciti a risolvere un problema da soli e sono sempre stati trainati sul carro dell’umanità dai sacrifici di uomini migliori di loro, non sanno nulla della spinta verso l’alto, che hanno sempre visto solo da lontano. S’immaginano perciò che spingere il carro sia facile e credono in ricette efficacissime e in cure infallibili.
[…]
In queste sezioni superiori, nonostante l’evidente grande ordine, la sicurezza e i princìpi infallibili, si avvertono la paura latente, la confusione, la volubilità, l’insicurezza […]. E se saliamo ancora più in alto, troviamo ancora più confusione […]. Più in alto ancora la paura svanisce. Un lavoro febbrile scuote audacemente i pilastri eretti dagli uomini. Anche qui ci sono scienziati di professione che continuano ad analizzare gli elementi, non si arrestano davanti a nessun problema e mettono finalmente in dubbio l’esistenza della materia su cui finora era fondato tutto l’universo.»

*. Wassily Kandinsky, Lo spirituale nell’arte – Saggi Tascabili Bompiani, ed. 1999
1. “Oggi” e “domani” vanno intesi come i “giorni” biblici della creazione.
2. Weber, autore de Il franco cacciatore, diceva Settima Sinfonia di Beethoven: «Le stravaganze di questo genio hanno raggiunto il colmo; Beethoven è pronto per il manicomio». Ascoltando per la prima volta il passaggio emozionante, all’inizio della prima frase, in cui si ripete il “mi”, l’abate Stadler, gridò al suo vicino: «Sempre “mi”! Non sa fare altro, questo idiota». (August Goellerich, Beethoven, p.1, nella serie “Die Musik”, a cura di R. Strauss)
3. Molti monumenti sono solo una triste risposta a questa domanda.

4 pensieri su “kandinsky: materia, spirito, arte

  1. Un testo quantomai ricco di dettagli filosofici che cerca di dare un’interpretazione “matematica e geometrica” a temi come la religione e l’evoluzione spirituale umana. La rappresentazione dell’umanità come un triangolo è velocemente assimilabile e comprensibile. Meno chiaro in fatto di immediatezza è stato per me il passaggio sulle religioni. Solo dopo una rilettura fatta con calma ho colto il pensiero dell’autore.
    Personalmente credo che dai tempi di Kandinsky ad oggi le cose siano cambiate sensibilmente (in peggio) in quanto si è inserito nel triangolo un enorme strato di persone che definirei atarassiche. Nulla di quello che succede intorno a loro smuove le loro menti e i loro spiriti, La possibilità di avere informazioni globali in tempo reale e a “portata di click” avrebbe potuto aiutare le persone a sentirsi più vicine e a condividere pensieri e azioni di livello elegiaco in maniera più facile (se pensiamo rispetto al secolo scorso quando una notizia per girare il globo poteva impiegarci anni). Questo avrebbe dovuto risvegliare gli animi di un grande numero di persone e farli muovere verso un più alto livello di progresso spirituale interiore globale (nelle arti, nel pensiero, nello spirito, nel progresso condiviso). Apparentemente questa evoluzione possibile
    non si sta avverando e il movimento del triangolo che Kandinsky immagina si sta invertendo. Una maggiore possibilità di conoscere in tempo reale il pensiero degli altri sembra portare nella maggior parte dei casi ad un appiattimento globale dei pensieri e ad un instupidimento generale.

    In realità quindi a ben guardare, il triangolo Kandinskyano oggi si sta spezzando. Una percentuale di circa il 15-20% della sommità si sta evolvendo più velocemente rispetto ai secoli scorsi e sta progredendo verso una consapevolezza maggiore delle potenzialità umane .

    La parte centrale del triangolo rimane nel suo immobilismo mentre esiste una buona fetta della base che procede inesorabile verso il basso. In tutto questo la cosa interessante è che non cìè distinzione di età, di sesso o di estrazione sociale che permetta di distinguere una “appartenenza”.

    E’ solo la volontà delle persone che oggi determina il loro movimento spirituale.

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    • Analisi molto interessante, che mi induce a una puntualizzazione e a qualche commento di risposta.
      Nel post, come si vede, riporto stralci dell’opera di Kandinsky e questo di sicuro non facilita la comprensione del pensiero che lui espone nell’opera in oggetto. Il passaggio sulle religioni risulta indubbiamente più semplice (o, meglio, meno complesso) leggendo l’intero testo.
      Detto questo, concordo in generale con le tue considerazioni ma per quanto riguarda lo “spezzarsi” del triangolo, ritengo che più che rompersi si stia “stirando”, allungandosi e restringendosi, così che nelle parti più alte ci siano sempre meno persone. Anzi sarebbe più corretto dire che si sta deformando, diventando sempre più triangolo ottuso nella parte bassa e acuto nella parte alta, insomma un triangolo ibrido!
      Credo comunque che il suo movimento, così come teorizzato dall’autore, non si stia invertendo, ma sia solo molto rallentato.
      Concordo: è solo la volontà delle persone che la spinge ad evolvere spiritualmente, però ritengo che sia così da ssempre e non solo oggi, come tu dici, nei tempi “bui” che stiamo percorrendo.
      Grazie di questo stimolante scambio di opinioni.

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