Tra sgorbia e stracantone: una storia di scalpelli

Sono disposti in file ordinate lungo tutto il vecchio banco da lavoro, accanto al mazzuolo di legno e alla carta vetrata a grana fine o finissima. Sono decine di scalpelli dalle forme più disparate: ci sono molte diverse sgorbie, con i loro profili taglienti curvi, lo stracantone, con il suo profilo a “V”, qualche scalpello grosso più della media (che si chiama bedano) e, a sovrastare tutto, la vecchia lampada alla luce della quale si intagliava anche quando il chiaro della finestra non bastava più.
StracantoneSgorbiaIl loro proprietario li ha salutati da quasi mezzo secolo, nella primavera del 1966. Negli anni, altri li hanno usati e poi, da qualche lustro, posati immobili su quel banco.
Lo scultore del legno che li ha scelti, acquistati, resi vivi sotto le sue sapienti mani, era mio nonno, un intagliatore appassionato del suo lavoro e dei motivi floreali che sapeva cavar fuori dal legno, dando vita a sinuosi rami, vivi bocciuoli, foglie e petali così definiti da sembrare veri.
Quest’uomo minuto non l’ho mai incontrato, ma sento e posso dire di averlo davvero conosciuto. Non è tanto attraverso i racconti che mi hanno fatto di lui (utili e importanti, senza dubbio) o le fotografie (supporto prezioso all’immaginazione), ma soprattutto grazie ai suoi lavori. Un mestiere può dire tanto di un uomo e un intaglio nel legno, se osservato con occhi attenti e percorso con mani curiose, racconta quanto fogli di diario, plichi di lettere, pagine di una biografia.
Così, con la “scusa” del ricordo del nonno e del recupero dei vecchi ferri (tanto per mettere sul bolg la foto di oggetti -‘cose’- che molti magari non conoscono) ho finito con lo scrivere un post che parla di un lavoro sempre meno diffuso, che a mio giudizio non è soltanto un mestiere ma una vera arte.

4 pensieri su “Tra sgorbia e stracantone: una storia di scalpelli

  1. Un breve ma appassionato spaccato in cui siente davvero quanto hai voluto bene a tuo nonno attraverso le sue opere anche se non lo hai conosciuto.A distanza di due generazioni la nipote sta iniziando una avventura imprenditoriale di tipo artigianale che fa rivivere l’estro e l’anima poetica del nonno. sembra l’inizio di una bella favola. Ti auguro che divenga una splendida realtà.

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    • Qualche “bottega” c’è ancora, anche in giro per la Pianura, ma se penso a quante ce n’erano dalle mie parti quando ero bambina…
      [fuori argomento: domani mi aspetta un viaggio di lavoro e qualche ora di treno. L’occasione giusta per iniziare la lettura di “Io e Agata”. E-book preso, finalmente!]

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