Giornata mondiale del libro

Oggi, 23 aprile, è la giornata mondiale del libro.IMAG0241E’ anche la giornata in cui decido che mi alzerò presto e prima di andare in ufficio riordinerò la libreria.
Per capire il perchè di questa curiosa decisione, bisogna fare un passo indietro, anzi due. Il primo a due settimane fa e precisamente all’8 di aprile. E’ il giorno in cui, contravvenendo ad una mia “regola non scritta” di non acquistare i best-seller (spesso banali e deludenti rispetto alle aspettative), entro in libreria e compro “Il magico potere del riordino” della giapponese Marie Kondo. Il secondo passo è breve e si ferma a ieri, giorno in cui finisco la lettura del libro e lo ripongo nella libreria (davvero soddisfatta di aver contravvenuto alla mia regola).
Premetto che sono una persona piuttosto (molto!) ordinata e quindi non ho acquistato il volume presa dalla disperazione di non potermi più muovere in una casa ove il disordine mina la quotidiana sopravvivenza. Lo sprone è stato la “magia” che la Kondo attribuisce al riordino.
Ho sempre pensato che non si possano avere le idee chiare vivendo e lavorando in un ambiente totalmente disordinato, ma il libro va oltre e afferma che trovarsi in un ambiente dopo che lo si è radicalmente riordinato, spinge a guardare tutto da un altro punto di vista e può davvero cambiare la vita.
Quindi mi alzo e mi accingo a sistemare la libreria, pronta per la prima volta ad eliminare tutti i volumi (insomma, almeno alcuni, e che diamine, sono italiana, creativa, tutto sto rigore giapponese non potrà fare davvero per me!) se, come suggerito nel testo, non mi daranno emozioni o comunque se mi renderò conto che non li leggerò mai o realmente non mi interessano più, al punto da non ricordarmi neanche vagamente cosa vi abbia letto all’interno.
Così procedo ed effettivamente si forma una pila, modesta ma non trascurabile, di libri da eliminare. Li guardo e mi viene il dubbio di essere una “ingrata” ad eliminare libri proprio nella giornata mondiale a loro dedicata. Ok che non li mando al macero: prima chiedo ad amici parenti conoscenti e colleghi se sono interessati alla lettura e in caso di risposta negativa li lascio allo scambio libri al festival di Mantova o in un posto simile. Il dubbio però rimane: sto eliminando “qualcuno” che mi ha dato qualcosa e che ancora forse (magari) potrebbe impartirmi un insegnamento…
Poi rifletto che quando ieri sera ho deciso che avrei fatto il riordino libreria questa mattina di buon’ora, non ricordavo affatto che oggi sarebbe stata la giornata mondiale del libro e mi viene da pensare che ci sia qualcosa di non casuale in questa coincidenza, che in fondo li sto liberando proprio nella loro giornata, perchè cosa potrebbe esserci di più triste per un volume che rimanere per anni su uno scaffale chiuso e impolverato?
E’ un po’ come per le persone a cui si continua a stare accanto senza scoltarle più o per quegli amici a cui si manda un sms per le feste e a cui poi non si dedica neppure un minuto in tutto il resto dell’anno: meglio liberarli.
Allora buon 23 aprile a tutti i libri “liberi” che andando per il mondo cambiano la mente, l’anima e il destino delle persone!

4 pensieri su “Giornata mondiale del libro

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  2. come sempre è un piacere leggerti settimanalmente, in questa occasione credo proprio che la mia curiosità sia stata fortemente stimolata.
    Sono estremamente ordinata, ma questo effettivamente può portare ad essere un po’ ingessati, grazie al tuo spunto cercherò un argomento da cui partire per cambiare l’ordine delle cose e dare nuova vita.

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    • Ciao Francesca.
      Come sai anche io faccio parte delle “ordinate maniache”, però devo dire che ciò che ho trovato nel libro della Kondo, oltre a darmi qualche conferma, mi ha anche fornito nuovi spunti. L’autrice è una maniaca incredibile del riordino (ha cominciato a 5 anni a leggere articoli su come riordinare le stanze!) e ha fatto di questo la sua professione, eppure leggendola e comprendendo il suo metodo ci si accorge che ciò di cui parla è quanto di più lontano dalla “ingessatura” ci possa essere. E’ un “respiro” nuovo e più ampio per la casa e per chi ci vive.
      A presto

      Simona

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